Agosto 2021 - Dall'Alpe Neggia al Monte Lema
Dall'Alpe di Neggia al monte Lema
Agosto 2021
Di primo mattino partiamo, Andrea, Massimo, Lorenzo, Emanuele ed io, per l'Alpe di Neggia passando dalla Val Veddasca e da Indemini. Arrivati al passo a 1395 mt, lasciamo la macchina nei parcheggi liberi; la giornata dovrebbe essere bella, c'è un po' di sole e qualche nuvola, qui al passo l'aria è frizzante e fresca e perciò parto con il pile che toglierò poco dopo. La vista della parte finale del Lago Maggiore e di Locarno è fantastica, a destra si vede la diga della Val Verzasca e a sinistra la punta del Gambarogno, e nello sfondo parte della catena delle alpi. Iniziamo la nostra escursione passando dal cancelletto che entra nel pascolo e prendiamo il sentiero che sale verso il Tamaro, sono le 8:40. In poco tempo saliamo di quota e la vista verso nord si amplia: adesso si vede più a sinistra anche la Val Maggia mentre sulla destra il piano di Magadino con Bellinzona. Il sentiero sale più ripido fra cespugli di rododendri e rocce, però prima di noi sono già passate le capre, vediamo infatti le loro tracce (resti) inconfondibili. Appena sotto alla vetta del Tamaro, guardando verso l'alto, vedo la croce abbagliante che riflette i raggi del sole. Ed eccoci in vetta a 1962 mt. Il sole è caldo ma l'aria abbastanza sostenuta è fresca.
La vista da qui, a 360 gradi, è impagabile nonostante non sia limpido. Oltre ad aver maggior visuale sulla parte nord, ora abbiamo una visuale molto lunga verso ovest: il Lago Maggiore con Luino e la riva che va verso Laveno, più in alto il Monte Rosa che spunta dalle nuvole, il massiccio del Campo dei Fiori e dietro la Malpensa; a sud il Ceresio, Lugano e i monti verso la Valle Intelvi. Fatta una breve sosta, dopo aver lasciato un pensiero, una rima, nel libro di vetta, riprendiamo il cammino in discesa verso la nostra meta. La discesa è ripida ed è tutta a tornanti stretti che via via si allungano fino a raggiungere il piano dove pascolano dei cavalli e un asino. Sotto di noi la Val Veddasca con i suoi inconfondibili borghi immersi nel verde dei boschi e attaccati alla montagna che scende fino al fondo valle dove scorre il Giona. Davanti a noi il Gradiccioli, giunti al bivio decidiamo di prendere il sentiero che sale verso la vetta e non quello più basso che probabilmente restando in piano aggira il monte. Raggiungiamo la vetta a 1935 mt verso le 11:45 e ci fermiamo per la sosta.

Bella escursione con splendidi panorami. Il percorso presenta a tratti, in verità brevi tratti, qualche difficoltà, in particolare quando si passa sulle rocce. E' comunque una via adatta a tutti con un minimo di attrezzattura e di attenzione; scarpe da trekking, bastocini e acqua, mi raccomando. C'è un aspetto logistico da considerare e cioè: portare una macchina all'arrivo e poi una volta arrivati andare a prendere la macchina alla partenza. Oppure farsi portare e/o farsi venire a prendere. Noi abbiamo utilizzato questa volta la prima opzione.
ByE























































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