Febbraio 2021 - Dalla Valle Inglese di Cuvio fino alla Rocca di Orino
O anche giro dei "Ricordi".
Scusate se utilizzo i nomi usati qui ad Azzio per identificare alcuni luoghi, chi li conosce saprà dove sono passato, chi non li conosce potrà chiedere.
Parto da casa e mi dirigo verso il “Pin” ricordando quando
da piccoli, dopo la scuola o la domenica, venivamo qui a slittare. Attraverso
il Bulgherone in cui, dopo anni di asciutto, ora scorre l’acqua. Anche qui
passavamo tanto tempo a costruire dighe come dei castori utilizzando sassi e
legni, oppure saltando da un sasso all’altro fino ad arrivare alla cascata
risalendo poi al “Sasso dell’orso”. Passo la “Motta di Gatt” e arrivato al
“Murinett” salgo a destra prendendo il sentiero subito a sinistra che va verso
i “Brusnagh” passando al di qua del torrentello (scarico del troppo pieno delle
sorgenti) e sul fianco della stalla e del caseificio di paglia dell’azienda
agricola “Il Mulino”. Nei Brusnagh venivamo invece a raccogliere bucaneve e
nella stagione primaverile i narcisi o i mughetti che poi portavamo a casa in
mazzetti come regalo alla mamma. Prendo la strada sterrata che va verso “Pora” lasciandola
poco dopo e attraversando il prato e poi il bosco del “Paradiso”. Breve tratto asfaltato della provinciale e
sulla curva scendo nel prato sotto la strada puntando al sentiero che da Cuvio
sale ai bacini. Al bivio in discesa, prendo la strada sulla destra che ad un
certo punto passa parallela sopra Via XX Settembre arrivando al lavatoio. Passo
il ponte sul Broveda e mi incammino in salita seguendo il torrente, vedo
l’indicazione azzurra della “valle” sul muro di cinta, che poco dopo diventa un
sentiero sulla sponda sinistra del fiume. C’è molta acqua e i gorghi ai piedi
delle cascate sono pieni di acqua limpida che prende i colori del bosco. Faccio
molte soste per fare le foto perché ogni volta la cascatella mi sembra sempre
più bella. In alcuni punti il sentiero è abbastanza distrutto e alcune piante
cadute lo interrompono ma con un minimo sforzo passando nel bosco vado avanti. Alcune
pozze mi fanno ricordare quando nelle caldi estati, si veniva in compagnia a
fare un giro alle “cascatelle” a “puciare” i piedi nell’acqua fresca. A volte
ci scappava anche un bagno! Arrivo al “ponte romano” e fatte le foto prendo il
sentiero che sale nel bosco arrivando alla provinciale sopra all’incrocio delle
tre strade. Poco più in su parte una strada appena accennata oramai abbandonata
e infatti poco dopo finisce; vado comunque avanti salendo e attraversando il
bosco fino ad incrociare il sentiero 10 Orino-Cabiaglio appena prima
dell’incrocio che sale alla rocca a cui arrivo pochi minuti dopo. Chiaramente è
chiusa, faccio il giro e prendo la via indicata sul fianco destro che scende di
nuovo sul sentiero 10. Da qui a casa. Un giro per niente impegnativo che si può
fare tranquillamente in poco più di due ore contando anche le pause per fare le
foto.
Foto:
La Motta di Gatt


Azienda Agricola "Il Mulino"


ByE



























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