Marzo 2017 - Eldorado Canyon, Nelson Ghost Town e miniera di Techatticup

Eldorado Canyon, Nelson Ghost Town 
e miniera di Techatticup

Marzo 2017

A circa 45 minuti di macchina da Las Vegas e ad est di Nelson si trova l'Eldorado Canyon e la miniera di Techatticup, nel selvaggio West. Un po' di storia per capire l'origine di questo luogo. In questa regione nell'antichità viveva una popolazione ancestrale, arrivarono poi i Pajute e i Mojave che vissero nella zona fino all'arrivo degli spagnoli dopo la metà del 1700 alla ricerca dell'oro. Arrivati nel canyon lo chiamarono "el Dorado" e iniziarono le prime estrazioni, ma trovarono per la maggior parte argento così abbandonarono la zona per proseguire oltre. Dopo parecchi anni arrivarono nel canyon i primi cercatori d'oro che con metodi diversi riuscirono a trovare l'oro che era sfuggito agli spagnoli; questa ricerca rimase relativamente segreta fino al 1859 quando la notizia delle miniere d'oro dell'Eldorado Canyon si trasmise all'esterno e ci fu il boom minerario. Nel 1861 i minatori scoprirono la vena che portò alla formazione della miniera di Techatticup, una delle prime e più ricche miniere del Nevada. Il nome Techatticup deriva da due parole Paiute che significano "fame" e "pane" perché molti indiani che vivevano ancora nelle colline circostanti andavano per le miniere mendicando cibo. Oltre all'oro fu trovato anche l'argento, il rame e il piombo. La miniera Techatticup rimase attiva fino a metà del 1940 producendo milioni di dollari in metalli preziosi; per dirla in numeri: nel 1872 lo stato del Nevada produsse 25.5 milioni di dollari in oro e argento, il Montana, altro stato importante per l'estrazione di metallo prezioso, ne produsse 4.4 milioni di dollari. Il canyon essendo così isolato, tagliato fuori dal deserto, divenne rifugio per i nuovi cercatori, disertori della guerra di secessione. Gli scontri a fuoco divennero una prassi quotidiana; difficile gestire la legge in quei tempi e luoghi. Nel 1870 lo sceriffo più vicino viveva a una settimana di cavallo e quindi nemmeno un omicidio era un buon motivo per venirci. Anche due nativi indiani rinnegati furono tra i personaggi famosi dell'Eldorado Canyon: Ahvote  e Queho che sembra abbiano ucciso diverse persone nella zona della miniera. Una testimonianza scritta viene dalle parole lasciate da John Riggs, un cercatore d'oro, nel 1880: "Penso che non ci sia mai stato un altro posto in cui, in proporzione alla popolazione, così tanti omicidi sono stati commessi senza che i criminali fossero processati o addirittura arrestati".   
Nel 1994 Tony e Bobbie Werly acquistarono 50 acri che includevano alcune zone minerarie, un mulino, un negozio e alcuni manufatti dei minatori ripristinando l'area ad uso turistico. 

  
 

    

Tony e Bobbie hanno riportato nel loro saloon una moltitudine di oggetti, a volte comprati altrove, e una volta restaurati messi nel piccolo museo che hanno disposto nei locali adiacenti.
             

Fuori tra baracche e resti di una stazione di servizio e di un negozio, sono sparpagliate macchine e parti di auto arrugginite, autobus, camioncini e perfino un pezzo di aereo, rimasto dopo le riprese di un film, 

 



  
 
oltre a mezzi di epoca antica e mezzi modificati con tanta inventiva. I Werly ora gestiscono nel loro saloon anche la vendita di oggettistica, articoli regalo, e il tour nella miniera. Come dicevo prima, questa "città fantasma" è stato set di cinema, spot pubblicitari, e ambientazione "in" per matrimoni in una scenografia desertica.




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